La Scuola del Signorelli: le opere

Pittori legati al Signorelli nel Museo San Francesco di Montone

ANNUNCIAZIONE E I SANTI FEDELE E LAZZARO

Tommaso di Arcangelo detto Papacello e Vittorio Cirelli, inizi del XVI secolo. Pinacoteca, olio su tavola
L’opera rispecchia una delle varianti della cultura tardo-raffaellesca in Umbria. Il dipinto venne realizzato da due artisti, Tommaso Bernabei detto Papacello e Vittorio Cirelli, artisti provenienti dalla bottega di Luca Signorelli, e risale al momento in cui, nell’ultima fase della sua attività artistica, la geografia pittorica del maestro si restringe al contesto della periferia .
All’interno di un loggiato a pilastri, ritratto con rigorosa prospettiva, è collocato l’episodio l’Annunciazione da parte dell’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. In basso i santi Fedele (santo titolare della chiesa di provenienza dell’opera, rappresentato con il pastorale e la mitra vescovile) e Lazzaro (invocato, come il san Rocco, contro le malattie ammorbanti, tiene in mano il martelletto usato dai lebbrosi per avvisare della loro presenza); svariati elementi vegetali sono presenti nella scena, ed esprimono delle chiare allusioni alla contrapposizione del bene e del male, a eventi religiosi e alla purezza di Maria.

IMMACOLATA, PROFETI E SIBILLE

Vittorio Cirelli, metà XVI secolo. Olio su tavola Pinacoteca
La tavola, proveniente dalla chiesa di San Francesco, rappresenta l’Immacolata, entro una mandorla di cherubini sormontata dalla colomba e dall’Eterno; due angeli in volo recano un cartiglio dall’andamento sinuoso; in basso sono rappresentati profeti e sibille, identificabili dalle iscrizioni poste sui rispettivi libri o cartelle e dagli attributi: dall’alto a sinistra Isaia, Mosè, David, a destra, a partire dal centro, la Sibilla Delfica, la Sibilla Eritrea e la Sibilla Tiburtina. Al centro in basso è rappresentata una valle con paesi e castelli a torri cilindriche che si affacciano su un mare solcato da imbarcazioni. È un’opera che mostra la conoscenza dell’ambiente marchigiano da parte dell’artista, e soprattutto è presente, un vivo richiamo a alla pittura di Luca Signorelli nelle ombreggiature e nell’utilizzo dei pigmenti.

MADONNA CON IL BAMBINO E SANTI – PREDELLE, STORIE DELLA VERGINE

Berto di Giovanni, 1507, Olio su tavola. Londra, Buckingham Palace – Urbino, Casa di Raffaelllo

Opera facente parte delle assenze della chiesa, fu dipinta da Berto di Giovanni nel 1507 per l’altare maggiore della chiesa. Nel 1787 con rescritto pontificio venne trasportata ad Ascoli Piceno dove fu ammirata da Baldassarre Orsini; passò poi nella collezione Odoardi (vescovo di Perugia fine collezionista di opere originali). La predella con le Storie della Vergine, che era rimasta in chiesa, approdò a metà Ottocento a Brera e poi in deposito nella casa di Raffaello ad Urbino. La tavola emigrò invece definitivamente in Inghilterra, dove ora si conserva presso Buckingham Palace.

MADONNA CON IL BAMBINO E I SANTI SEBASTIANO, CRISTINA, GEROLAMO E NICOLA – PREDELLE, STORIE DELLA VITA DI SANTA CRISTINA

Luca Signorelli, 1510, Olio su tavola. Londra, national Galelry – Milano, Pinacoteca di Brera

Sempre a Londra, ma presso la National Gallery, è conservata la Madonna con il Bambino e i santi Sebastiano, Cristina, Gerolamo e Nicola che nel 1515 Luca Signorelli dipinse per la cappella privata all’interno di San Francesco di proprietà del medico francese Luigi de Rutanis, al tempo abitante a Montone. Se l’emigrazione dell’opera di Berto di Giovanni è legata alle passioni collezionistiche del vescovo Odoardi, quella dell’opera di Signorelli è legata alle dispersioni napoleoniche e alla soppressione post-unitaria degli enti religiosi, che favorirono il collezionismo ottocentesco.
La tavola fu acquistata agli inizi del Novecento dalla National Gallery.
L’attività di Luca Signorelli in alta Umbria fu molto fervida e già negli anni Novanta del Quattrocento è attiva una sua bottega nella quale si formeranno allievi e collaboratori, vantando committenze di grande prestigio. L’aiuto della bottega permette all’artista di licenziare un gran numero di opere in questo territorio, siano esse pale con predelle o impegnativi cicli pittorici. Alla morte dell’amico e mecenate Lorenzo de Medici, Signorelli diviene pittore “di corte” al servizio della famiglia Vitelli di Città di Castello. Il pittore in questa fase si divide tra il ciclo pittorico di Monte Oliveto Maggiore e il ciclo del Duomo di Orvieto nella Cappella di San Brizio. Il secondo decennio del Cinquecento vede il ritorno di mastro Luca in Altotevere dove lascerà importanti opere. A Montone Signorelli dipinse per la Cappella di Santa Cristina la pala raffigurante la Madonna col Bambino e santi Sebastiano, Cristina, Nicola da Bari e Girolamo, venduta nel 1901 alla National Gallery di Londra, dove ancora oggi è collocata. L’opera fu eseguita nel 1515 e sulla stessa compare il cartiglio nel quale è possibile leggere la dedica al committente Maestro Aloisio de Rutanis, fisico francese, e sua moglie Tomassina. L’opera, un olio su tavola, raffigura la Vergine incoronata tra due angeli che stringe il Bambino, il quale sorregge un globo; in basso è dipinta una gloria di serafini. Sulla sinistra San Sebastiano trafitto dai dardi, sulla destra Santa Cristina, con la grande ruota di pietra appesa al collo. In basso sono raffigurati i santi Girolamo con la veste cardinalizia ed il galero ai suoi piedi, e Nicola di Bari nel suo abito vescovile e con le tre sfere d’oro poggiate a terra. Sullo sfondo un paesaggio lacustre ed una cittadina fiabesca. L’opera, scomparsa dall’originaria collocazione nella chiesa di San Francesco, fu rinvenuta da Giacomo Mancini, in una cantina, nel 1826 in precarie condizioni di conservazione, fu dapprima restaurata da Vincenzo Chialli, quindi acquistata da Elia Volpi e successivamente venduta alla National Gallery. La predella fu attribuita alla bottega di Luca Signorelli solo in seguito allo smembramento operato intorno ai primi anni dell’800, successivo. Il contratto tra il pittore e il committente, presente nell’archivio Storico Comunale di Montone, attesta che l’opera non fu mai pagata dal fisico francese ma fu lo stesso artista cortonese a fargliene dono.

MADONNA COL BAMBINO E SANTI

(Riproduzione in pictografia ad olio su tavola in legno massello da Luca Signorelli, Madonna con Bambino e santi, 1515, Olio su tavola)

Girolamo e Nicola che nel 1515 Luca Signorelli dipinse per la cappella di Luigi Rutanis, un medico francese abitante a Montone, in San Francesco. L’opera fu acquistata dalla National Gallery agli inizi del Novecento (inventario NG1847).
In occasione del cinquecentenario della morte di Luca Signorelli verrà collocata nel Museo di San Francesco una riproduzione dell’opera.
La Bottega Tifernate realizzerà la riproduzione 1:1 (cm 266×194 – 1 cm di differenza come indica la legge italiana) in pictografia ad olio su tavola in legno massello.
L’immagine sarà fornita dal museo di Londra e la riproduzione avverrà dopo un attento studio sui colori e sulle pennellate eseguita direttamente sul posto.
I pigmenti utilizzati sono terre agglutinate a olio e l’esecuzione si avvarrà di speciali lenti d’ingrandimento al fine di ricreare ogni più piccolo dettaglio con la massima accuratezza possibile.
La collocazione della riproduzione sarà accompagnata da convegni ed eventi per omaggiare il grande pittore.

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